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Unfair Game – Recensione Through the black hole

UNFAIR-GAME posterA cura redazione di Through the black hole

Seconda guerra mondiale. Un cecchino stanzia in un edificio cadente, eroso dai terribili eventi in corso, aspettando un nemico da avvistare, puntare e abbattere sfiorando delicatamente il grilletto. L’attesa sembra lunga, infinita, fin quando qualcuno si staglia all’orizzonte e il momento di sparare arriva.In un contesto così fissato nelle menti di tutti, di chi l’ha vissuto come di chi l’ha studiato e intuito nei libri di storia, si anima il cortometraggio di Riccardo Leto, attore, speaker radiofonico, doppiatore e qui regista. Unfair game racconta dei momenti intensi, lungo una linea di tensione che non illude nessuno: il silenzio, l’attesa, non possono che essere istantanee prima del prossimo sfogo di follia.

Accompagnato da un’adeguata colonna sonora, cesellato da una fotografia ottimamente curata,Unfair game vive di rievocazioni (unico colore le mele rosse, come il cappotto rosso della bimba in Schindler’s List), sofferenza silenziosa ma palpabile, e raggiunge il suo apice in un finale inaspettato, improvviso e ad alto impatto emotivo.

Regista/Director: Riccardo Leto
Cast: Roberto Biondi, Mirko Talon, Luca Levi
Italia 2015

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